Il mio percorso nel settore marittimo è iniziato molto giovane. Dopo il servizio militare, esperienza importante anche dal punto di vista personale, ho iniziato la navigazione mercantile come allievo su navi da carico e bulk carrier, entrando direttamente nella realtà della sala macchine, della manutenzione e degli impianti di bordo.
Negli anni successivi ho lavorato su navi passeggeri, traghetti e Ro-Ro, ricoprendo diversi gradi da Ufficiale di Macchina. Ho avuto così la possibilità di conoscere realtà molto differenti: dalle grandi navi moderne, caratterizzate da impianti complessi e da un’organizzazione fortemente strutturata, a unità più datate, dove la conoscenza pratica delle macchine marine e l’intervento diretto assumono un’importanza ancora maggiore.
Il mio percorso professionale mi ha infine portato sui rimorchiatori e al ruolo di Direttore di Macchina, una realtà nella quale la responsabilità dell’apparato motore richiede autonomia, attenzione e capacità di prendere decisioni quando si presenta un problema imprevisto.
Il mio modo di intendere la professione
In tanti anni di navigazione ho imparato che la competenza tecnica non consiste soltanto nel conoscere il funzionamento di una macchina, ma anche nel saper interpretare ciò che accade realmente a bordo.
Uno stesso sintomo può avere cause diverse. Per questo considero fondamentale osservare, verificare e procedere con metodo, collegando i diversi elementi fino a individuare l’origine di un’anomalia. È un principio che considero centrale nella diagnostica tecnica e, più in generale, nel lavoro in sala macchine.
La professionalità si vede anche nelle attività quotidiane: rispettare i programmi di manutenzione, eseguire le verifiche necessarie, documentare gli interventi, mantenere ordine e conoscere lo stato degli impianti. Significa anche non trascurare una piccola anomalia soltanto perché, in quel momento, non compromette il funzionamento della macchina.
A chi si avvicina a questa professione
A chi sta iniziando vorrei trasmettere soprattutto serietà, attenzione e senso di responsabilità.
L’esperienza maturata su navi, impianti e realtà operative molto diverse mi ha insegnato quanto sia importante unire la preparazione tecnica all’esperienza pratica. Conoscere i principi di funzionamento, osservare ciò che accade a bordo e affrontare le situazioni con metodo sono aspetti fondamentali per crescere professionalmente e assumersi, nel tempo, responsabilità sempre maggiori.
Perché nasce Tecnica di Bordo
Dopo molti anni di esperienza nel settore marittimo, ho sentito il desiderio di affiancare alla mia attività professionale un progetto personale, sempre legato al mondo delle macchine e della navigazione.
Tecnica di Bordo nasce per dare forma e continuità a questo patrimonio di esperienza, attraverso approfondimenti tecnici, situazioni realmente incontrate a bordo e un modo di affrontare la professione costruito negli anni.
