Il cambio di guardia è uno dei momenti più importanti nella conduzione della sala macchine.
Chi termina la propria guardia ha seguito l’impianto per diverse ore: sa cosa è successo, quali operazioni sono state effettuate, se ci sono state anomalie e se qualche parametro ha mostrato un comportamento diverso dal normale.
Chi prende servizio, invece, deve acquisire queste informazioni in pochi minuti.
Per questo motivo il cambio di guardia non dovrebbe essere considerato semplicemente come il passaggio da un Ufficiale all’altro, ma come un vero trasferimento di informazioni sulla condizione dell’impianto.
Immaginiamo una situazione molto comune.
L’Ufficiale montante arriva in macchina. Il motore principale funziona regolarmente, i generatori sono in servizio, pressioni e temperature sono nei limiti e non sono presenti allarmi.
La consegna potrebbe essere:
“È tutto regolare.”
“Ma è davvero sufficiente?”
Non basta sapere che in quel momento è tutto regolare
La risposta è no.
Quando si prende una guardia non è sufficiente sapere che, in quel preciso momento, pressioni e temperature sono nei limiti e che non ci sono allarmi attivi.
Durante la guardia precedente potrebbero infatti essersi verificate situazioni che, al momento della consegna, non sono più immediatamente visibili.
Una temperatura, per esempio, potrebbe essere aumentata progressivamente pur rimanendo entro i limiti. Un compressore potrebbe aver impiegato più tempo del solito a raggiungere la pressione prevista. Potrebbe essersi verificato un allarme successivamente rientrato oppure un’apparecchiatura potrebbe essere stata temporaneamente messa fuori servizio.
Al momento della consegna tutto può quindi apparire normale, ma la situazione attuale racconta soltanto una parte di ciò che è accaduto nelle ore precedenti.
Per questo una buona consegna dovrebbe permettere a chi prende la guardia di avere chiari tre aspetti: come si trova la macchina in quel momento, cosa è successo durante la guardia precedente e cosa potrebbe richiedere particolare attenzione nelle ore successive.
Conoscere l’assetto della macchina
Una delle prime cose che chi prende la guardia deve avere chiara è l’attuale configurazione dell’impianto.
Quali macchinari sono in servizio? Quali sono in stand-by? Ci sono apparecchiature temporaneamente indisponibili? Qualche sistema sta funzionando in manuale anziché in automatico?
Non bisogna infatti dare per scontato che l’assetto della macchina sia quello abituale.
Pensiamo, per esempio, a due pompe, una in servizio e una normalmente disponibile in stand-by. Se la seconda pompa è stata isolata per manutenzione, l’impianto può continuare a funzionare normalmente e tutti i parametri possono essere regolari.
Ma la situazione non è quella abituale: in quel momento non è disponibile la normale riserva.
È un’informazione importante per chi prende la guardia, perché modifica il modo in cui dovrà valutare un eventuale problema sulla pompa in servizio.
Conoscere l’assetto significa quindi sapere non soltanto cosa sta funzionando, ma anche cosa è disponibile e cosa, in quel momento, non lo è.
Sapere quali lavori sono in corso
Un’altra informazione importante riguarda i lavori e le manutenzioni in corso in sala macchine.
Chi prende la guardia deve sapere se si sta intervenendo su un macchinario, se un’apparecchiatura è stata isolata oppure se sono presenti persone che stanno lavorando su una determinata parte dell’impianto.
Non si tratta soltanto di conoscere quale lavoro si sta eseguendo.
È necessario comprendere anche quali conseguenze quel lavoro può avere sulla conduzione della macchina.
Per esempio, se una valvola è stata chiusa e bloccata per consentire un intervento, chi prende la guardia deve esserne a conoscenza prima di effettuare qualsiasi operazione sul circuito interessato.
Allo stesso modo, se un macchinario è in manutenzione, deve essere chiaro che non può essere considerato disponibile, anche se normalmente farebbe parte delle apparecchiature di riserva.
Il passaggio di queste informazioni è quindi importante non soltanto per la continuità della conduzione, ma anche per la sicurezza delle persone che stanno lavorando sull’impianto.
Anomalie e variazioni dei parametri
Durante il cambio di guardia dovrebbero essere comunicate anche le anomalie osservate nelle ore precedenti, comprese quelle che non hanno provocato un allarme.
Questo aspetto è particolarmente importante perché un parametro può trovarsi ancora entro i limiti previsti e, nello stesso tempo, mostrare un andamento che merita attenzione.
Supponiamo, per esempio, che una temperatura normalmente stabile intorno ai 75 °C sia salita progressivamente fino a 82 °C.
Dire semplicemente:
“La temperatura è 82 °C ed è nei limiti.”
non fornisce la stessa informazione di:
“La temperatura è 82 °C, ma all’inizio della guardia era 75 °C ed è aumentata progressivamente.”
Il valore letto in quel momento è identico, ma nel secondo caso chi prende la guardia conosce anche il suo andamento nel tempo e sa che quel parametro dovrà essere seguito con maggiore attenzione.
Lo stesso ragionamento può essere applicato a pressioni, livelli, pressioni differenziali, consumi o al comportamento di un macchinario.
Un parametro non diventa importante soltanto quando supera un limite o genera un allarme.
Spesso è proprio l’osservazione di una variazione rispetto al comportamento abituale a fornire le prime indicazioni che qualcosa sta cambiando.
Allarmi intervenuti durante la guardia
Anche gli allarmi che si sono verificati e successivamente sono rientrati rappresentano un’informazione da trasmettere.
Il fatto che al momento del cambio di guardia non sia presente alcun allarme attivo non significa che quanto accaduto nelle ore precedenti non sia più importante.
Chi prende la guardia dovrebbe sapere quale allarme è intervenuto, in quali condizioni si è verificato e quali azioni sono state effettuate.
Pensiamo, per esempio, a un allarme di basso livello che si è presentato una volta durante la guardia e che, dopo un rabbocco, è rientrato.
Se durante la guardia successiva lo stesso allarme dovesse ripresentarsi, conoscere quanto accaduto in precedenza permette di capire che non si tratta più necessariamente di un episodio isolato e che potrebbe essere necessario approfondirne la causa.
Conoscere ciò che è accaduto nelle ore precedenti consente quindi a chi prende servizio di collegare gli eventi, invece di considerarli ogni volta come situazioni indipendenti.
Per questo motivo, durante una buona consegna, non dovrebbero essere comunicati soltanto gli allarmi presenti, ma anche quelli significativi che si sono verificati durante la guardia appena terminata.
Operazioni previste durante la guardia successiva
Il cambio di guardia non riguarda soltanto ciò che è accaduto, ma anche ciò che è previsto nelle ore successive.
Chi prende servizio dovrebbe essere informato delle operazioni che potrebbero modificare la normale conduzione della macchina: una manovra, un arrivo o una partenza, un cambio di assetto, un trasferimento di combustibile, un bunkeraggio o un’attività di manutenzione programmata.
Lo stesso vale per eventuali disposizioni ricevute dal Direttore di Macchina o per controlli particolari che devono essere effettuati durante la guardia.
Conoscere in anticipo ciò che è previsto permette all’Ufficiale di prepararsi e di verificare per tempo che i macchinari e gli impianti necessari siano disponibili e nelle condizioni richieste.
Una buona consegna, quindi, deve guardare in entrambe le direzioni: a ciò che è successo prima e a ciò che dovrà essere gestito dopo.
La consegna deve essere compresa, non soltanto ricevuta
Il cambio di guardia non dovrebbe essere considerato un semplice passaggio di informazioni in una sola direzione.
Chi prende la guardia deve comprendere realmente la situazione che sta ricevendo.
Se viene segnalata un’anomalia, è importante capire come si è manifestata e come si è evoluta. Se un’apparecchiatura è fuori servizio, bisogna sapere perché non è disponibile. Se un impianto si trova in una configurazione diversa dal normale, deve esserne chiaro il motivo.
Quando qualcosa non è chiaro, quindi, è necessario chiedere prima di assumere la guardia.
La consegna verbale, inoltre, non sostituisce la verifica diretta. Chi prende servizio deve prendere visione delle registrazioni previste e controllare le condizioni della sala macchine e degli impianti secondo le procedure di bordo.
Alla fine del cambio di guardia, l’Ufficiale montante dovrebbe poter rispondere con sicurezza a una domanda molto semplice:
“Ho realmente chiaro in quali condizioni sto prendendo la macchina?”
Se la risposta è sì, il cambio di guardia ha raggiunto il suo scopo.
Cosa portarsi a bordo
Il cambio di guardia non è una formalità e non dovrebbe ridursi a un semplice “è tutto regolare”.
Chi prende servizio deve avere un quadro sufficientemente chiaro della situazione: assetto dell’impianto, macchinari disponibili e indisponibili, lavori in corso, anomalie osservate, allarmi intervenuti e operazioni previste nelle ore successive.
Ma c’è un concetto ancora più importante da portarsi a bordo.
Non bisogna conoscere soltanto il valore di un parametro, ma anche la sua storia.
Una temperatura entro i limiti può essere normale oppure può essere una temperatura che sta aumentando da diverse ore. Una macchina regolarmente in servizio può avere la propria riserva indisponibile. Un allarme non più presente potrebbe essere il primo segnale di una condizione che merita di essere seguita nel tempo.
Una buona consegna serve proprio a evitare che queste informazioni vadano perse nel passaggio da una guardia all’altra.
Chi prende la guardia non dovrebbe ripartire da zero: dovrebbe continuare l’osservazione della macchina dal punto in cui l’ha lasciata chi lo ha preceduto.
Nota: Le informazioni descritte in questo approfondimento rappresentano alcuni degli aspetti da considerare durante il cambio di guardia e non un elenco esaustivo. Le modalità di consegna devono sempre essere valutate in relazione all’organizzazione di bordo, alle condizioni operative, alle procedure della Compagnia e alle disposizioni del Comando e del Direttore di Macchina
